Il comune di Catania vorrebbe chiudere parte di San Berillo

Non possiamo che condividere (in tutti i sensi) il seguente:

Comunicato Stampa – Comitato Cittadini Attivi San Berillo

Non siamo a Gerusalemme est né a Beirut, siamo a Catania, l’unica città d’Italia dove si è sperimentata la prima fabbrica del decoro. Con determina dirigenziale n 557 del 15 settembre, su indicazione dell’assessore all’urbanistica e al decoro Salvo di Salvo, si ordina la chiusura al passaggio pedonale la Via Carramba e la via De Pasquale a San Berillo. In seguito e in via del tutto casuale alcuni rappresentanti del Comitato Cittadini attivi San Berillo vengono messi a conoscenza, dai dirigenti dell’assessorato, che negli accessi alle due strade in questione verranno installate reti elettrosaldata che occluderanno totalmente l’accesso delle persone. Strana idea di decoro quello di chiudere completamente due vie pubbliche di Catania. Il Comitato vuole vederci chiaro e chiede:
visto che l’assessorato all’urbanistica e al decoro ha sempre declamato l’impegno dell’amministrazione ad avviare interventi di recupero con la partecipazione degli abitanti aprendo tavoli di confronto con il Comitato, perché l’assessore no lo ha reso partecipe in questo caso specifico?
Dove è finita la buona volontà dell’assessore di coinvolgere i cittadini e le associazioni?
Perché l’assessorato non si limita a eliminare le reali situazione di pericolo per l’incolumità pubblica in alternativa alla chiusura al pubblico di due strade creando un precedente pericoloso?
Tra l’apertura di famigerate “vie degli artisti” in collaborazione con presunti presta nomi della mafia e la chiusura di strade pubbliche non esiste una via di mezzo?
Ironia della sorte vuole che il Comitato partecipi alla Fabbrica del Decoro nel quale si continua a parlare di interventi in collaborazione con le associazioni per il decoro della città. Siamo sicuri che in questo caso una effettiva e reale collaborazione tra amministrazione e associazioni sarebbe servita a molto.
In particolare Il Comitato vuole sottolineare che la chiusura delle strade in questione produrrà solo effetti di maggiore degrado, poiché si creeranno vicoli ciechi in aree disabitate, una nuova “terra di nessuno”. Dalla nostra esperienza infatti si può notare che li dove ci sono strade non abitate il grado di sporcizia e incuria aumenta notevolmente. Non solo ma la chiusura di via De pasquale risponde alle esigenze di chi vuole costruire delle barriere fisiche tra la Via delle Belle (ora Pizzetta Goliarda Sapienza) oggetto di interventi di abbellimento da parte dell’Accademia di Belle Arti e il resto del quartiere, nuove divisioni tra la “Catania bene e visibile” e quella che non si deve vedere. L’intervento su Via Carramba, che rappresenta una testimonianza viva di come era una volta il quartiere, è contrario all’idea di recupero del patrimonio storico architettonico che in questi mesi è stato propagandato dall’amministrazione e dallo stesso Assessore Di Salvo (vedere sotto le dichiarazioni). Infine ma non meno importante in Via Caramba lavorano numerose sex workers che con la chiusura perderebbero il loro lavoro. Il comitato fa dell’inclusione sociale la sua bandiera e questa cosa è nota a tutti. In linea con le precedenti amministrazioni anche questa vuole far diventare San Berillo un corpo estraneo alla città, un bubbone da estirpare e come in passato si preferisce chiudere piuttosto che aprire i suoi spazi.
Pertanto il Comitato chiede di bloccare immediatamente l’ordinanza di chiusura delle due vie e propone l’apertura di un tavolo di discussione tra l’assessorato e gli abitanti e lavoratrici di via Carramba e porre sul tavolo soluzioni alternative alla chiusura delle due strade.
Tra le proposte del Comitato, sentito il parere di tecnici professionisti, qui ci limitiamo a segnalare la realizzazione di una struttura metallica, dotata di parapetto antiintrusione sulle parti sommitali.
Infine vogliamo ricordare all’assessore le sue dichiarazioni rese alla stampa in occasione delle diverse visite fatte in quartiere, dichiarazione che possono essere considerate di buon senso se avessero avuto un certa coerenza con gli atti amministrativi dallo stesso emanati.


Dichiarazioni Assessore Di Salvo

“Questa amministrazione non immagina interventi di demolizione degli edifici, costruzione di architetture moderne o aumenti di volumetria ma azioni mirate sul patrimonio esistente – precisa Di Salvo – con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza le tradizioni e la cultura che il quartiere conserva attraverso un progetto importante” 19 Febr 2014

“Più volte abbiamo detto che va rigenerato ma non sventrato. Noi siamo per la riqualificazione del patrimonio esistente, non per lo sventramento. [ …… ]All’interno del quartiere, noto per essere stata la zona a luci rosse della città – aggiunge Di Salvo – si fa cultura, si vive e si lavora. E tutto questo va recuperato” (18 luglio 2014)

C’è una bella comunione di intenti nel voler valorizzare il patrimonio storico e artistico presente, senza ulteriori colate di cemento» (15 febr. 2015)

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